INVESTIGATORE PRIVATO E RAPPORTO FIDUCIARIO

Quando un’investigatore privato riceve una telefonata, piuttosto che un’e-mail se non addirittura quando riceve presso il proprio studio investigativo un cliente, la prima domanda che gli viene posta è: – “quanto costa fare un’indagine privata?” -. Il più delle volte al detective privato non viene neanche spiegato quel’è il problema o in quale categoria, come da D.M. 269 del 2010, andrà a collocarsi la cosiddetta “indagine privata” richiesta. Al cliente interessa, indipendentemente dalla tipologia di attività da condurre, chiedere genericamente quanto costa rivolgersi all’investigatore privato.

Ebbene questo articolo ha la presunzione di spiegare al cliente che le prime domande che si dovrebbero porre al detective privato non sono, per l’appunto, “quanto costa fare un’indagine privata?”, ma:

Lei è un investigatore privato autorizzato?, se la risposta è evidentemente affermativa si prosegue con… quale Prefettura le ha rilasciato il titolo autorizzatorio?

In quale città, se trattasi di telefonata o di un’email, trova sede la sua agenzia investigativa? E come si chiama? Può darmi un recapito o dei riferimenti/credenziali?

In quale campo lei si è specializzato? Diritto di famiglia? Indagini aziendali? Oppure in ambito difensivo?

Le posso chiedere da quanti anni lei è nel settore delle investigazioni private o delle informazioni commerciali? Posso avere un biglietto da visita?

Ed infine…

Le posso spiegare qual’è il mio problema? E se il colloquio procede bene… Le posso chiedere uno studio legale di riferimento o il nome di un avvocato specializzato nel mio problema? Ha mai collaborato con lui?

Queste dovrebbero essere le prime domande che il cliente dovrebbe porre al detective prima di chiedere, come già detto, “quanto costa fare un’indagine privata?”, spesso senza nemmeno spiegare al professionista qual’è il suo problema. Infatti, a nostro modo di vedere le cose, il primo step che il cliente dovrebbe compiere sarebbe quello di stabilire con l’investigatore privato, o con il suo legale di rifermento, è il cosiddetto “rapporto fiduciario” e, una volta stabilito detto rapporto, allora sì che da quel momento si potranno chiedere costi e preventivi, tanto all’investigatore privato, quanto al legale, ma vale anche qualsiasi altro professionista in tutti i settori. Crediamo che una volto verificato il “knowhow” dell’investigatore privato, una volta spiegata la problematica e sentite le strade possibili volte a riscontrare la rapida soluzione si possa chiedere, appunto, “quanto costa fare un’indagine privata?” .

Non è possibile per un detective privato, senza conoscere a fondo il problema, prospettare una soluzione e, commisurata alla difficoltà del caso, proporre una preventivo di spesa. Ricordiamo che ogni cliente, anche se non accettasse il parcellario del detective, è coperto dal segreto professionale, pertanto esortiamo i clienti a raccontare almeno per sommi capi gli eventi che l’hanno portato a contattare l’investigatore privato o lo studio legale. E’ il lavoro di squadra che fa la differenza, soprattutto in Tribunale, pertanto se non avete fiducia del professionista, perché ha la sede troppo lontana e non conosce il territorio, perché non è il campo in cui si è specializzato, oppure perché non si è stabilito il giusto feeling, non chiedetegli “quanto costa fare un’indagine privata?” e, soprattutto, non affidategli il caso. La sconfitta è dietro l’angolo, perché, nel 99,99% dei casi, egli non è nemmeno un investigatore privato autorizzato, ma è un abusivo, sedicente millantatore.

Vi invitiamo, pertanto, a contattare solo e soltanto investigatori privati autorizzati. E in tal senso vi invitiamo a visitare il sito della Federpol.

Posted on: agosto 26, 2015, by : marcobiscaro